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martedì 15 marzo 2016

E_qui, presentazione del gruppo



gruppoE_qui

processori di attimi


resoconto dell’azione del 21 febbraio 2016, E_qui si presenta dai fannidada, Torino


Il gruppo E_qui è un incrocio di esperienze, un'occasione per fermarsi sulla via del dialogo, un rondò di idee quotidiane in cui le segnaletiche non hanno riconoscibilità, conducono verso direzioni sconosciute dove le nostre mappe incomplete si sovrappongono generando nuovi processi creativi.
 
Il nostro territorio è l’arte e nell’esplorare il noto intreccio arte/vita seguiamo i percorsi delle umane relazioni alla ricerca di tracce e indicazioni a volte illuminanti, a volte contraddittorie.
 
Il gruppo E_qui da alcuni anni quindi, agisce in una forma artistica contemporanea dove l’azione supera il confine fisico del manufatto e punta alle esigenze più complesse del vivere umano. Le azioni artistiche agiscono come pretesto per sviluppare il dialogo e la conoscenza dell’individuo posizionando al centro la presenza umana.
[Seguono le trascrizioni dei dialoghi dei componenti del gruppo, avuti nell’incontro in Piazza Carducci, presso la neonata associazione  “Citofono n. 1”]
 
 
..siamo E_qui, ci identifichiamo nel confronto, positività, crescita, dubbio
..siamo in un “gioco”, un’azione ludica che abbiamo pensato per questa occasione, e che abbiamo denominato DADODUTTILE, piattaforma di confronto reciproco, modulabile, rinnovabile, variamente applicabile
 
..vi lasceremo in serata con queste domande
? cosa mi caratterizza
? sono il risultato di pensieri altrui
? ci sono attimi del quotidiano nei quali ricerco..
? ..cosa
 
Salve, mi chiamo Stefano Venezia, espongo brevemente, alcuni dati del nostro giovane percorso come gruppo, quindi proseguo con alcune parole chiave per introdurvi il nostro pensiero.   ..tra parentesi, alle mie spalle scorrono casualmente delle immagini, tutte prelevate dal nostro archivio, momenti dei lavori del gruppo, che quindi ne tratteggiano l’idea. Il gruppo è attivo dal 2010, formatosi dapprima con 4 persone, attualmente in 3 e comunque il numero è variabile, non escludiamo a priori..
Siamo quindi artisti che vivono in Cuneo e siamo legati dall’interesse per l’arte tutta, nei nostri singoli percorsi creativi troviamo in ognuno di noi la necessità del confronto e dell’analisi di questo mondo (dell’arte) così eterogeneo e sempre interessante, direi universale per rimanere nel tema dell’incontro odierno. Abbiamo anche attuato collaborazioni con enti pubblici (CUNEO, IVREA, MONDOVI’) tramite interventi di tipo didattico e storico-artistico. Idealmente abbiamo poi due filoni produttivi, dai progetti agli interventi esterni. Li differenzia il fattore tempo, ma li accomuna il coinvolgimento diretto del territorio, che sia un committente o un pubblico specifico. I progetti sono itineranti e unici come ogni territorio che li ospita. Ricordo il nostro blog: www.gruppoequi.blogspot.it
 
Tutto questo perché ci piace il confronto che concretizziamo nelle nostre serate a turno nelle rispettive case confrontando proposte ed elaborazioni alla ricerca di un equilibrio instabile. Queste sono le nostre “coesioni”, cioè esercizi di pensiero che diventano pratica, ci si osserva, ci si studia, si interagisce con una visione mentale che mira ad andare oltre il materiale e l’ovvio. Il risultato è un lavoro unico, in equilibrio, nella forma e nel colore, nei dettagli minimi, nella progettualità. La forma del suono, il segno dell’inconscio, il volume della parola. Per noi l’azione artistica si identifica nella persona. Non c'è data di inizio, né di fine.
Dal mio punto di vista, il gruppo significa fondamentalmente confrontarmi con persone affini a livello creativo ma distanti a livello di esperienze di vita. E questo lo trovo stimolante.. Mi piace l’arte, intesa come conoscenza delle diversità e pure quando riesco a dar spazio alla mia creatività. Trovo anche ci sia molto spazio per affrontare sia l’aspetto ludico che estetico e comunque la ricerca e l’impegno, motori del nostro fare, vengono amalgamati nei nostri lavori di gruppo.  Passo ora la parola a Lucia..
 
..buon pomeriggio, mi chiamo Lucia Polano e mi sento essenzialmente una ricercatrice di senso; questa mia ricerca incrocia da una vita le strade dell’arte, generando spesso nodi problematici e conflittuali. Dopo anni di navigazione in solitaria ho incontrato il gruppo E_qui nel quale ho potuto finalmente trovare occasioni di confronto e la possibilità di tenermi in contatto con il mondo dell’arte contemporanea. Mi interessa esplorare quel canale di espressione che passa attraverso l’interazione. Canale che, per me, è anche una forma di percorso terapeutico.
Desiderando operare con un approccio di tipo relazionale, la metafora che più ci ispira, come gruppo E_qui, è quella del gioco, inteso come gioco collettivo e collaborativo, dove regole e ruoli sono volti a creare percorsi creativi.
Faccio l’esempio del fiume in piena, davanti al quale, appunto, noi siamo: quando il fiume tracima, l’acqua dilaga e si espande in modo indifferenziato se non incontra ostacoli; ma se sul terreno ci sono solchi e asperità, allora si formano varie ramificazioni dando una nuova forma al paesaggio.
Così le regole del gioco canalizzano la comunicazione dando una struttura alle interazioni ed, eventualmente, agiscono da starter per nuove configurazioni relazionali. Per questo, per parlarvi dei nostri progetti, abbiamo pensato di proporvi un gioco.
Ognuno di voi avrà a disposizione alcune cartoline con immagini tratte dai nostri lavori, sia reali che potenziali. Cominciamo col metterne una sul tavolo, poi vi chiediamo di scegliere, tra quelle che avete in mano, un’immagine che secondo voi ha qualche analogia o assonanza con quella già in vista.
Man mano che le metterete sul tavolo, noi vi chiederemo di motivare la vostra scelta e diremo qualche parola sul progetto a cui si riferisce quell’immagine.
Non ci interessa fare un resoconto completo dei nostri lavori ma stimolare la curiosità (se volete approfondire potete visitare il nostro blog) ed, eventualmente, raccogliere spunti creativi dai vostri collegamenti.
“Connessioni” è un’altra parola chiave, appello quotidiano della contemporaneità, che ci sollecita costantemente. Adesso l’intervento del collega Domenico ..
 
..mi chiamo Domenico Olivero, m’interesso di arte da alcuni anni operando in diverse dinamiche, sono entrato nel gruppo E_qui, per vivere un’esperienza di spostamento delle mie idee, cioè avere, sulla base di progetti artistici, un confronto con altri modi di fare arte, trovare così nuovi spunti e visioni che da solo non sarei riuscito a pensare. Questo comporta spesso situazioni di confronto e di dubbio che sono molto costruttivi alla mia formazione culturale e spero alla loro.
Tiriamo ora i fili conclusivi di questo incontro guardando al pannello che si è formato con diverse immagini che raccontano il nostro approccio all’arte. Una piattaforma che come si vede è molto effimera. I diversi scatti mettono in evidenza un modo molto immediato e soprattutto relazionale di agire che è il cuore stesso del gruppo, cioè l’attimo. Il momento reale che ognuno di noi vive e che cerchiamo con i nostri progetti di nobilitare, rendendolo il fulcro del nostro lavoro artistico.
Nella vicenda, ancora giovane, del gruppo E_qui emergono così alcune costanti:
la dinamica relazionale, sia all’interno del collettivo, metodica comune al nostro fare artistico, sia con il pubblico che si accosta a questo percorso; l’approccio ludico, come contenitore definito da regole non stringenti ma generative, nel senso che delimitano percorsi di produzione creativa; la connessione tra reale e virtuale, facendo interagire oggetti fisici e incursioni nel web; l’attenzione al mondo dell’arte come lessico condiviso e patrimonio storico.
Si tenta così di espandere il gruppo, di aprirsi all’altro, arricchendosi di quel breve momento in cui si è presenti, tentando così il dono di se stessi, l’essenza della semplice presenza, sperimentiamo il canale dell’arte come superamento del concreto manufatto estetico per giungere al bisogno umano di percezione, di esistenza.
Infatti da anni seguiamo questa iniziativa dei fannidada, perché ci sentiamo molto vicini a questo bisogno di confronto e dialogo, di conoscenza e di diversità che ogni incontro produce, un poco come i nostri lavori, che proprio a questi incontri hanno trovato anche accoglienza qui a Torino con Paola, Ivan e tanti altri che abbiamo conosciuto e con cui si è istaurato un bel dialogo e una comune amicizia. Cogliamo così l’occasione per invitarvi ad approfondire le immagini che avete durante questa breve pausa e, se volete conoscerci meglio, c’è il nostro blog in cui trovate tutti i nostri contatti. Stiamo anche cercando nuove occasioni di collaborazione per cui siamo aperti a eventuali vostre interazioni con i nostri lavori e se ne avete, con i vostri.. 





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